CoGePir: «Traffico illecito pericoloso, cruciale applicare le norme sulla tracciabilità»
Viareggio, 21 luglio 2026 – In riferimento a quanto comunicato in data odierna dalla Polizia di Stato (Compartimento Polizia Stradale per la Toscana, Sezione di Lucca), riguardo al maxi-sequestro di circa 1.000 razzi di segnalazione nautici avvenuto nella tarda serata del 20 luglio, il CoGePir, Consorzio Gestione Pirotecnici, esprime profonda preoccupazione e lancia un appello alle Istituzioni per un’applicazione più rigorosa delle normative vigenti.
Il CoGePir, ente no profit con funzione pubblica istituito dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) con DM 32/26, è stato immediatamente contattato dalle Forze dell’Ordine per la gestione in sicurezza dell’ingente quantitativo di materiale esplodente sequestrato.
Un carico anomalo e pericolosissimo
Il controllo è scattato quando una pattuglia, insospettita dall’assetto anomalo di un veicolo con targa francese lungo l’autostrada A12, ha deciso di approfondire le verifiche. All’interno dell’abitacolo e del bagagliaio, stipati senza alcuna misura di sicurezza, sono stati rinvenuti circa 1.000 razzi a paracadute per un peso lordo stimato tra i 500 e i 600 kg.
Il materiale, condotto da due cittadini francesi, non è costituito da fuochi d’artificio a uso ricreativo, ma da dispositivi per uso esclusivo di emergenza in mare. Il fatto che fossero tutti articoli scaduti, e che nell’auto non vi fossero altre dotazioni di bordo, solleva interrogativi inquietanti.
Questi dispositivi, equiparabili ad armi da fuoco e non detenibili senza porto d’armi al di fuori di un’imbarcazione, rientrano nella IV categoria TULPS (P2 europea) in quanto contengono esplosivi ad alto potenziale come la balistite, un potente deflagrante composto da nitroglicerina e nitrocellulosa. Dal quantitativo sequestrato si sarebbero potuti ricavare circa 150 kg di esplosivo netto. Viene spontaneo chiedersi a quale scopo illecito, o peggio, fosse destinato un simile carico.
La filiera illegale: un’ombra sul mercato
«La domanda fondamentale – dichiara Piervittorio Trebucchi, Direttore Generale del CoGePir – è come i due soggetti siano entrati in possesso di tali artifizi, la cui vendita è strettamente riservata ad armatori e comandanti di navi. L’ipotesi più probabile, data la natura di prodotti scaduti (che mantengono intatta la loro capacità esplodente), è che provengano da un circuito illegale. Si ritiene che un rivenditore/provveditore nautico si sia approvvigionato operando al di fuori della legalità, ovvero acquistando da produttori o importatori non aderenti al sistema CoGePir, e quindi abbia accumulato ingenti quantitativi di razzi scaduti ritirati dai clienti. Non potendoli avviare a distruzione tramite la filiera controllata, avrebbe scelto la via criminale di reimmetterli sul mercato nero, cedendoli a soggetti ambigui con piena consapevolezza della gravità del reato».
L’intervento del CoGePir e la rete di sicurezza nazionale
Grazie alla sua rete capillare, il CoGePir ha immediatamente individuato una struttura idonea per la custodia giudiziale del materiale. Edoardo Gori, titolare della Versilia Marine Service di Viareggio infatti, si è reso disponibile per il deposito temporaneo.
Gli artifizi saranno poi trasferiti al deposito nazionale del Consorzio, gestito dalla Torpsex SpA, non appena giungerà l’autorizzazione della Prefettura di Pisa, per essere definitivamente avviati a distruzione in totale sicurezza.
«Questo gravissimo episodio, che avrebbe potuto causare una tragedia, dimostra ancora una volta quanto sia cruciale che l’intero ciclo di vita dei prodotti pirotecnici – dall’immissione sul mercato al recupero e smaltimento – avvenga all’interno di una filiera tracciata “dalla culla alla tomba”, come imposto dalle normative europee (D.Lgs. 123/2015) e nazionali (DM 101/2016) ». – afferma Piervittorio Trebucchi – che prosegue: «purtroppo, queste norme sono troppo spesso ignorate o non pienamente comprese, anche da Prefetture e Capitanerie di Porto. È fondamentale ribadire che nessun produttore o importatore di articoli pirotecnici può operare legalmente sul mercato italiano senza essere associato al CoGePir, l’unico sistema di gestione riconosciuto dal Ministero».
La risposta giusta è il DM 2 febbraio 2026 n. 32, ma senza un’accurata attività di prevenzione e controlli da parte delle Forze dell’Ordine, il nostro compito non può essere espletato al meglio, soprattutto se i prodotti non sono legali, certificati e quindi tracciabili.
Chi è il CoGePir
Il CoGePir è il Consorzio nazionale per la Gestione dei Rifiuti di Articoli Pirotecnici, un organismo senza scopo di lucro che riunisce i produttori e gli importatori di fuochi d’artificio e articoli pirotecnici. Istituito in attuazione del D.Lgs. 123/2015 e del DM 101/2016, e riconosciuto dal MASE con DM 32/2026, ha il compito di organizzare, gestire e controllare la raccolta, il trasporto, lo stoccaggio e la distruzione dei prodotti pirotecnici a fine vita o sequestrati su tutto il territorio nazionale, garantendo legalità, sicurezza e tracciabilità.
Nel 2025 il CoGePir ha raccolto e gestito in sicurezza oltre 51.000 kg di rifiuti pirotecnici e nei primi sei mesi del 2026 ha già trattato oltre 40.000 kg. Questo dimostra l’efficacia del sistema, ma rappresenta solo la punta dell’iceberg. Il “sommerso” è una minaccia che può essere sconfitta solo con il pugno duro dello Stato per smettere, finalmente, di contare i morti.