Sequestro di esplosivi a Rizziconi, la fase due: sicurezza e smaltimento nel mirino

Dopo il maxi sequestro da 500 kg di materiale pirotecnico illegale, entra in gioco il CoGePir per la gestione dei rifiuti esplodenti: “Passaggio cruciale per la sicurezza collettiva”.

L’operazione condotta dalla Polizia di Stato nel territorio di Rizziconi ha portato alla luce una quantità imponente di materiale pirotecnico detenuto illegalmente: circa 500 chilogrammi tra fuochi d’artificio, bombe carta, mortai e dispositivi artigianali, nascosti in un casolare di campagna tra attrezzi agricoli e taniche di carburante.

Un intervento che ha evitato potenziali conseguenze devastanti, ma che apre ora un secondo fronte operativo: la gestione di ciò che resta. Gli articoli sequestrati, infatti, cessano di essere semplici oggetti illegali e diventano rifiuti speciali e pericolosi, soggetti a una normativa stringente in materia ambientale e di pubblica sicurezza.

È in questo contesto che si inserisce il ruolo del CoGePir – Consorzio Gestione Pirotecnici, sistema collettivo nazionale che opera in coordinamento con le Autorità per garantire il corretto trattamento di questi materiali.

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