Per i diportisti e i professionisti del mare, la gestione dei segnali di soccorso scaduti trova oggi una conferma istituzionale nel riconoscimento di CoGePir da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (DM 32/2026).
Il Consorzio opera come sistema nazionale dedicato alla gestione degli articoli pirotecnici, garantendo che razzi a paracadute, fuochi a mano e fumogeni non diventino un pericolo per l’ambiente o per la sicurezza a bordo una volta superata la data di validità.
I rivenditori nautici giocano un ruolo chiave in questa filiera: attraverso il meccanismo dell’uno contro uno, il cliente può conferire il vecchio dispositivo al momento dell’acquisto del nuovo, delegando al sistema consortile l’onere dello smaltimento legale.
Per quanto la possibilità di restituire gratuitamente un prodotto a fine vita al rivenditore senza acquistarne uno nuovo, in Italia il principio “1 contro 0” (uno contro zero) esiste in modo strutturato solo in un settore: quello delle piccole apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE).
Tuttavia esistono altri ambiti simili o parzialmente analoghi, ma con regole diverse (volontarie, con deposito, o gestite tramite altri canali). E così anche il CoGePir viene incontro a questa necessità ma solo per i prodotti pirotecnici legali e acquistati in Italia.
Infatti, per quanto l’attuale modello di funzionamento del sistema di raccolta del CoGePir non preveda il ritiro degli scaduti da parte dei rivenditori in assenza del contestuale acquisto del prodotto sostitutivo nuovo, il Consorzio dispone di almeno un deposito giudiziale di materiale esplodente convenzionato in ogni regione d’Italia, primariamente a servizio delle Forze dell’Ordine, ma presso il quale è possibile consegnare direttamente i pirotecnici nautici (e non solo) scaduti in assenza di acquisto di prodotti nuovi, da parte dei privati.
Inoltre, alcuni rivenditori primari che dispongono di licenze di minuta vendita sufficientemente capienti per poter effettuare ritiri al di fuori della normale procedura uno contro uno, si rendono disponibili, su espressa autorizzazione del CoGePir, al ritiro.
Per ottenere tale tipologia di servizio, è sufficiente contattare il CoGePir attraverso l’apposito form .
Si evidenzia che questa tipologia di ritiri “fuori procedura” viene garantita per casi specifici (ritrovamenti fortuiti, perdita di possesso imbarcazione ecc.), e non certo per sanare illeciti: a titolo di esempio, chi dovesse aver acquistato articoli pirotecnici on-line (che costituisce un illecito, spesso di rilevanza penale in base alla classificazione TULPS dei medesimi) e pretenda di consegnare gli scaduti ad un rivenditore fisico terzo anziché a chi glieli ha illegittimamente venduti on-line, non potrà essere aiutato dal CoGePir.
Idem per quanto riguarda acquisti “in nero” (senza pagamento di IVA e contributo ambientale), o di prodotti immessi illegittimamente sul mercato (ovvero di importatori/produttori che non essendo associati al CoGePir, operano al di fuori della legalità).
Affidarsi al sistema di riferimento della filiera garantisce che i dispositivi non finiscano nei canali dei rifiuti ordinari, dove potrebbero causare incidenti gravi, ma siano trasportati secondo le norme ADR e avviati alla termodistruzione in impianti specializzati.
Il CoGePir assicura così che la sicurezza in mare non finisca con l’attivazione di un segnale, ma prosegua fino alla sua corretta e definitiva distruzione.
CoGePir
CoGePir è il sistema collettivo di gestione dei rifiuti pirotecnici istituito dai principali produttori e importatori del settore per adempiere agli obblighi previsti dal D.Lgs. 123/2015 e dal DM 101/2016.
Il sistema, ufficialmente riconosciuto dal DM 2 febbraio 2026 n. 32 opera nel quadro del D.Lgs. 152/2006, (Testo Unico Ambientale) e si occupa su scala nazionale della raccolta, del trasporto e della distruzione dei rifiuti derivanti da articoli pirotecnici giunti a fine vita o da sequestri su disposizione dell’Autorità Giudiziaria