La polizia stradale di Viareggio ha fermato la vettura (con targa francese) sulla A12. Il Consorzio Gestione Pirotecnici: “Dietro c’è il mercato nero”
Viareggio, 24 luglio 2026 – L’occhio esperto dei poliziotti della Stradale di Viareggio ha subito notato la stranezza dell’assetto di quella macchina con targa francese che percorreva l’autostrada A12: era evidente che c’era un carico esagerato in quell’auto. Ma di cosa si trattava? La risposta è stata sorprendente. E pericolosa.
Il controllo sull’autostrada
E’ successo tutto lunedì 20 luglio, nella tarda serata; gli agenti della sottosezione di Viareggio hanno fermato la vettura, con a bordo due francesi. L’ispezione ha rivelato qualcosa di sorprendente: l’abitacolo e il bagagliaio dell’autovettura erano letteralmente stipati di articoli pirotecnici e nemmeno di materiale comune, bensì di circa mille razzi di segnalazione nautici, per un peso complessivo lordo stimato tra i 500 e i 600 chili, trasportati senza alcuna misura di sicurezza o autorizzazione. Una bomba a orologeria su quattro ruote. Resta da capire dove abbiano prelevato il carico (uno dei due denunciati ha dichiarato di essere arrivato da Lione e che la consegna sarebbe avvenuta a San Giuliano Terme) e a chi fosse destinato.
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“Un fatto molto preoccupante”
E proprio il CoGePir esprime “profonda preoccupazione” e lancia un appello alle istituzioni “per un’applicazione più rigorosa delle normative vigenti”.
“La domanda fondamentale – dice Piervittorio Trebucchi, direttore generale del CoGePir – è come i due soggetti siano entrati in possesso di tali artifizi, la cui vendita è strettamente riservata ad armatori e comandanti di navi. L’ipotesi più probabile, data la natura di prodotti scaduti (che mantengono intatta la loro capacità esplodente), è che provengano da un circuito illegale. Si ritiene che un rivenditore/provveditore nautico si sia approvvigionato operando al di fuori della legalità, e quindi abbia accumulato ingenti quantitativi di razzi scaduti ritirati dai clienti. Non potendoli avviare a distruzione tramite la filiera controllata, avrebbe scelto la via criminale di reimmetterli sul mercato nero, cedendoli a soggetti ambigui con piena consapevolezza della gravità del reato”.