RIETI – Un’azienda di fatto fantasma. Oltre ad utilizzare lavoratori in nero, la fabbrica di esplosivi di Sant’Anatolia di Borgorose, teatro di due incidenti mortali in tre anni, era completamente sconosciuta al CoGePir (il Consorzio gestione pirotecnici), al quale, per legge, avrebbe dovuto essere iscritta per poter operare legalmente. In sostanza, operava come un’azienda al di fuori del sistema nazionale di controllo e sicurezza.
E in quell’azienda, mercoledì scorso, hanno perso la vita Simone Colle di 30 anni, regolarmente assunto, e la mamma Teresa Tozzi di 60 anni, impiegato in nero nella pirotecnica “Vdf Fireworks”. Un ulteriore elemento inserito nel faldone dell’inchiesta per il reato di omicidio colposo, aperto dalla procura di Rieti.
Per martedì 14 luglio – dopo l’espletamento, nei giorni scorsi, del conferimento degli incarichi anatomopatologici forensi – sono state disposte le operazioni di ricognizione autoptica sulle salme di Simone Colle e della madre Teresa Tozzi, vittime dell’esplosione e del crollo della costruzione dove in quel momento si trovavano entrambi.