Il Giorno: cinque chili di esplosivo a rischio emergono dalla bonifica della Caffaro: i flaconi di acido picrico dimenticati nel laboratorio

Brescia, la sostanza altamente pericolosa è stata recuperata, inertizzata e fatta brillare in una cava del Parmense. “Disidratato e al caldo è instabile”

Brescia, 13 luglio 2026 – Una delle certezze, quando si è avviata la bonifica del sito industriale Caffaro a Brescia, è sempre stata la consapevolezza che, scavando, sarebbero emerse altre ‘sorprese’, criticità ambientali rimaste sepolte nel tempo. Una delle prime, da quando è iniziata la maxi operazione di messa in sicurezza e bonifica da oltre 60 milioni di euro, è il rinvenimento di due contenitori contenenti circa 4-5 kg di acido picrico, cristallizzato e potenzialmente esplosivo.

Il ritrovamento, durante le verifiche all’interno di locali che un tempo erano usati come laboratori chimici dello stabilimento di via Nullo, è avvenuto mercoledì 8.

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L’allarme 

L’allarme è stato lanciato da Piervittorio Trebucchi, Direttore Generale del CoGePir, consorzio che gestisce i rifiuti pirotecnici, che, analizzando le immagini trasmessegli, ha compreso l’imminente pericolo. “Dalle foto inviatemi dall’ACR Reggiani, azienda che si sta occupando della bonifica, cui va riconosciuto il merito di aver immediatamente compreso la pericolosità della situazione, ho capito subito che eravamo di fronte a una bomba a orologeria”, dichiara Trebucchi. “Ho chiesto di bloccare immediatamente il cantiere, allontanare il personale e ho chiesto di allertare immediatamente artificieri e Vigili del Fuoco. Con il caldo di questi giorni, il rischio di un’esplosione spontanea era altissimo”. E sulla carta, senza un intervento immediato, sarebbe stato necessario lo sgombero di un’area significativa del quartiere”. 

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