Gazzetta della Spezia: “In mare salvano, a terra no”: al via la campagna sul corretto smaltimento dei pirotecnici scaduti

Acam Ambiente, Capitaneria di Porto e CoGePir insieme per la sicurezza dei diportisti e la tutela dell’ambiente.

Promuovere comportamenti corretti e prevenire rischi legati allo smaltimento improprio dei segnali di soccorso scaduti utilizzati nella nautica da diporto. È l’obiettivo della nuova campagna informativa “In mare salvano, a terra no”, lanciata da Acam Ambiente in collaborazione con la Capitaneria di Porto della Spezia e con il CoGePir, il consorzio nazionale per la gestione dei rifiuti pirotecnici a fine vita.

L’iniziativa nasce in un momento cruciale, alle porte della stagione balneare, e rappresenta la prima campagna dedicata realizzata in Liguria. Il tema è tutt’altro che marginale: il conferimento improprio di razzi di segnalazione e boette fumogene non è solo un danno per l’ambiente, ma costituisce un serio rischio per la sicurezza degli operatori, degli impianti e dei cittadini.

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Il direttore generale del CoGePirPiervittorio Trebucchi, ha illustrato la complessità del settore pirotecnico, ricordando come i dispositivi esplosivi non riguardino solo i fuochi d’artificio, ma siano presenti in moltissimi ambiti: sistemi antincendio, antifurti domestici, segnalazioni ferroviarie, edilizia.

La gestione dei pirotecnici a fine vita è un’operazione delicata e costosa, che richiede impianti autorizzati, trasporto in ADR e controlli di pubblica sicurezza. “Parliamo di prodotti nati per non spegnersi in nessuna condizione: se finiscono in un cassonetto o in un compattatore possono innescare incendi gravi”, ha spiegato.

Trebucchi ha inoltre richiamato l’attenzione sul tema della vendita online, vietata dalla normativa: acquistare razzi di segnalazione via web è un reato, oltre che un rischio per la sicurezza. “Il venditore online non ritirerà mai il materiale scaduto, e chi lo compra non potrà restituirlo senza commettere ulteriori illeciti”, ha chiarito.

Le associazioni di categoria – CNAConfcommercio e Confartigianato – hanno evidenziato l’importanza di una collaborazione stabile tra operatori, rivenditori e istituzioni. Molti diportisti, infatti, si presentano nei negozi con sacchetti di fuochi scaduti acquistati online o ereditati da vecchie dotazioni, creando difficoltà nella gestione dell’“uno contro uno”.

CoGePir ha confermato che, per evitare abbandoni pericolosi, esistono procedure dedicate e depositi convenzionati in grado di ricevere anche quantitativi elevati, pur ricordando che chi acquista online commette un illecito.

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di Francesca Tarantino

Da Gazzetta della Spezia del 22 aprile 2026

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