Per i rifiuti pirotecnici il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha incaricato il CoGePir quale unico sistema per la raccolta e lo smistamento
Gli articoli pirotecnici giunti a fine vita, scaduti, inesplosi o sottoposti a sequestro giudiziario, diventano rifiuti altamente pericolosi per l’ambiente e l’incolumità pubblica. Al fine di una loro efficace gestione, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (MASE) ha riconosciuto il Consorzio Gestione Pirotecnici (CoGePir) come soggetto di diritto privato facente funzione pubblica (decreto ministeriale 2 febbraio 2026, n. 32), rendendolo così l’unico sistema in Italia autorizzato alla raccolta, al trasporto, al riciclo ed alla distruzione dei rifiuti derivanti da articoli pirotecnici scaduti o sequestrati da parte delle forze dell’ordine, con conseguente ordine di distruzione emesso dall’autorità giudiziaria.
“I pirotecnici scaduti mantengono la loro capacità esplodente anche dopo la data di scadenza e non possono per legge in nessun caso essere gestiti come rifiuti domestici o speciali, posta la loro evidente pericolosità. Dopo aver raggiunto la data di scadenza, o quando il detentore intende disfarsene, oppure è obbligato a farlo per provvedimento dell’Autorità Giudiziaria ancor prima della scadenza naturale, gli artifizi devono essere correttamente gestiti, dalla raccolta al deposito intermedio, fino alla distruzione finale, nel rispetto delle normative ambientali e di sicurezza pubblica”, chiarisce il CoGePir.
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