La sostanza molto pericolosa è stata messa in sicurezza e neutralizzata dai tecnici del Cogepir con la supervisione della Prefettura.
Durante le operazioni per la bonifica del sito Caffaro, in via Francesco Nullo a Brescia, è stata scoperta la presenza di quasi 5 chili di acido picrico, una sostanza altamente esplosiva che, in caso di deflagrazione, produce un’onda d’urto più potente del tritolo.
Un intervento esemplare
Sotto la supervisione della Prefettura e grazie all’intervento tecnico del CoGePir (Consorzio gestione pirotecnici), il materiale è stato messo in sicurezza e portato in cava per farlo brillare. La gestione dell’emergenza, che ha coinvolto anche il commissario straordinario per la Caffaro, Mauro Fasano, Artificieri dei carabinieri e Vigili del fuoco, è stata esemplare e davvero provvidenziale.
Un pericolo scampato
Il materiale, ritrovato in un laboratorio abbandonato da anni, si presentava in stato di massima pericolosità: secco, disidratato e cristallizzato. In queste condizioni, l’acido picrico diventa un esplosivo primario estremamente instabile, con un un’onda d’urto stimata di 7.3 km/s, superiore persino a quella dello stesso tritolo.
Una minima vibrazione o variazione di temperatura (specie in queste giornate di caldo estremo) avrebbe potuto innescare una detonazione devastante nel cuore del centro abitato.
Riferisce Piervittorio Trebucchi, direttore generale del Cogepir, il Consorzio nazionale riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente per la gestione degli esplosivi civili scaduti o abbandonati: «Appena informato ho chiesto di bloccare immediatamente il cantiere, allontanare il personale e allertare immediatamente Artificieri e Vigili del fuoco. Con il caldo di questi giorni – sottolinea – il rischio di un’esplosione spontanea era altissimo».